L'artista Mauro Colombo si racconta

Mauro Colombo: Vita e Personalità dell'artista

L'artista Mauro Colombo si racconta:

Il perchè dipingo: Spesso mi domandano il perché dipingo, che cosa mi spinge a farlo, come sono arrivato al mio linguaggio artistico. Tutto inizia per combattere l’abuso che si fa oggi del termine “arte-cultura”, l’eccesso che sconfina nel cattivo gusto, che valica i limiti consentiti, originando una degenerazione della cosiddetta “cultura” e di coloro che si fanno di cultura. Quello che oggi viene comunemente spacciato sotto il nome di “cultura” non è altro che una mescola in sé letteratura e scollature, attualità ed imbonitori da vendite al “serraglio”, arte e deviazioni corporali. I paradisi artificiali creati da questa pseudosotto-retro cultura dominano impunemente corpi ed anime, riducendo ad uno stato di larvale adorazione del nulla i consumatori incauti ma temporaneamente e felicemente confusi. L’uomo di cultura sostiene il libero consumo, precipitando nel vizio, in pozzi neri d’ignoranza, privi di una qualsivoglia via d’uscita. Questo provoca danni neurologici irreparabili e mutazioni genetiche di coscienza impedendo di considerare realtà alternative a queste artificiali, deformate e deformanti. La tossicità presente in Italia è frutto di una sublimazione, che intorpidisce l’alto come il basso, rendendo vertici e basi non solo incapaci di volere la cultura ma anche solo di intenderla. L’incapacità di vedere “oltre”, che diventa maleficio che porta all’ottenebramento e priva di quell’inutile capacità di pensare, ragionare e discutere sulle cose che accadono dentro e fuori di noi, sostituendolo con un effimero piacere, libero di costrizioni e privazioni. Ecco la nostra Italia e la sua arte, dove la cultura artificiale creata in laboratori seriali in vista di una globalizzazione distruttiva del libero mercato delle menti e degli ingegni venga smascherata e resa incapace di creare disastri “omologici”. Dove l’indipendenza di idea e forma sostituisca la dipendenza difforme, affinché l’abuso della cultura, quella doc, sia una pratica lecita e rigenerante e non un illecito danneggiamento della dignità intellettuale ed emotiva di ciascuno.

Considerazione sull'arte contemporanea: Mi capita di riflettere sul significato dell’arte attuale, sulla tipologia delle opere oggi prodotte e su quale forza veramente innovativa abbia l’arte dei nostri tempi. Cercare delle risposte esaurienti non è facile, ma qualche approfondimento è possibile. La fine del cosiddetto “secolo breve” vede esaurirsi la spinta creativa dei movimenti d’avanguardia in cui gli artisti potevano condividere contenuti, principi estetici e formali. Queste ricerche espressive avevano condotto a una rappresentazione non più coincidente con la realtà, allo sviluppo del concettuale e all’affermarsi dell’espressionismo astratto. Tutto ciò ha consentito ad immagini irreali che hanno prodotto un approccio all’opera d’arte sempre più psichico e totalmente aperto ad una molteplicità di letture interpretative; eccoci con creazioni a volte prive di espressività o dal carattere problematico e imprevedibile. Sovente si osservano immagini fredde, distaccate che propongono soggetti tratti dalla quotidianità più banale dai ritmi ripetitivi. Nell’arte contemporanea comunque si possono osservare alcune particolarità: l’attività dell’artista è meno maestosa e superba; l’obiettivo di moralizzare la società con opere troppo politicizzate è alquanto avversato giustamente a favore di una maggiore libertà creativa; l’attenzione per l’uso di materiali poveri ed essenziali è sempre più diffuso; la tendenza degli artisti a intervenire con opere fugaci in grandi spazi urbani spesso marginali è sempre più frequente. E’ sicuramente un’arte che vuole esistere nella realtà di tutti i giorni e dunque in qualche modo ripropone una scelta dalla valenza politica. I grandi maestri del passato agivano in momenti storici di crisi dove la mentalità comune non era più attinente alla realtà. Questo stress sociale era interpretato nelle loro opere ed esibito in un ambito profondamente legato alla tradizione. Modificare i canoni formali, testimoniare con crudezza e drammaticità il quotidiano, rivelare significati espressivi personali e profondi voleva rompere con la consuetudine e proporre un’arte rivoluzionaria e quindi deviazionista.
Nella società attuale, così interconnessa e che risente direttamente di tutti gli eventi che accadono a livello planetario, si è manifestata una novità: lo stress si vive tutti i giorni e si è trasformato in qualcosa di inesorabile. Gli artisti conducono spesso la loro ricerca in più direzioni nell’illusione di scovare miracolosi standard che permettano di creare opere autenticamente non conformiste ma purtroppo spesso si rivelano aggregazioni di idee incoerenti a cui in breve tempo loro stessi dimostrano di non credere. Ognuno si considera tanto originale quasi fosse un nuovo movimento artistico a se stante, ma pochi, dopo un eventuale successo, riescono a reggere l’incessante mutare del gusto e delle tendenze contemporanee. E’ quindi una produzione artistica spesso frammentata e in continuo divenire, dove esiste tutto e il suo contrario, in cui il mercato può veicolare per il consumo di massa le cose più inconsistenti. E’ l’affermazione dell’effimero che mette in discussione tutti i valori espressivi e il concetto altisonante d’immortalità dell’arte: ammettiamolo nel nostro tempo tutto è a scadenza e l’opera artistica può diventare transitoria, fuori moda, degradarsi e una volta consumata può anche essere buttata via. In questa società contraddittoria tutto ha perso credibilità infatti la trasgressione è diventata moda, il deviazionismo culturale qualcosa di scontato, il ribellismo al sistema una posizione da raffinati, dunque l’arte è prevista obbligatoriamente anticonformista altrimenti non è riconosciuta come tale. Per queste ragioni la forza sovversiva dell’arte del Novecento si è affievolita poiché l’anticonformismo è a questo punto diventato normalità trasformandosi in cliché, in genere di consumo, in nuova consuetudine. La società contemporanea ha incorporato tutto ed ormai appare pericolosamente più sovversiva di quanto potesse prevedere l’arte. Oggi l’anticonformismo della civiltà globalizzata ha superato quello culturale suggerito dall’arte. L’arte dunque fatica a seguire questo nuovo modello di società e si rivela inadeguata a provocare autentiche situazioni di rottura e discontinuità poiché le sue proposte rischiano di essere superate dalla realtà stessa in cui il non convenzionale e il deviazionismo si sono trasformati in una nuova forma di tradizione contemporanea.

Il gran maestro: L’arte, come forma di terapia sperimentata dall’uomo sin dai tempi più remoti, permette il contatto immediato e diretto con la parte emotiva e istintiva di ognuno, facilitandone la libera espressione e aumentando la consapevolezza del proprio stile di contatto. Quest’ultimo è uno degli elementi che influenza l’interazione soggetto-ambiente. Ogni individuo ha un suo stile di contatto che definisce il modo con cui si relaziona con il mondo esterno. Il percorso, oltre a chiarire le connessioni tra arte e intervento terapeutico, è un invito ad ascoltare e riconoscere i propri stati emotivi come risorse e parti integranti della propria esperienza, al fine di consentire un miglioramento della qualità della comunicazione e l’instaurarsi di una significativa relazione riabilitativa.
Il “Grande Maestro, il Vero Artista” usa l’estro come terapia finalizzato al recupero ed alla crescita del proprio Io nella sfera emotiva, affettiva e relazionale. Una mediazione non-verbale attraverso l'uso dei materiali artistici e si fonda sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel fare arte produca “benessere”. Attraverso la propria espressione artistica è possibile accrescere la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica, affermando la vita, porta con sé. Inoltre si ha la possibilità di attivare risorse che tutti possediamo: la capacità di elaborare il proprio vissuto, dandogli una forma, e di trasmetterlo creativamente agli altri. Si tratta di un processo educativo, laddove “educare”sta per guarire.
Quindi il paradosso è che l’arte come libertà, come viaggio, come metamorfosi, come comunicazione e come apprendimento, dovrà poi essere dimenticato. Solo così potrà agire dal profondo dello spirito.

Arte come principio: L'arte è un libro di una profondità intensa... Le riflessioni sono molto particolari e studiate nel minimo dettaglio. Ogni lettera ha un insegnamento da dare al lettore portandolo verso il perfezionamento interiore e accompagnandolo incontro alla ricerca spirituale più pura... Tutta l'arte è nel principio. Dopo il principio, è già la fine. La natura è dentro di essa come suo contenuto, non al di fuori come il suo modello. L'arte è una collaborazione tra l'uomo e Dio, e meno l'uomo fa, meglio è. La natura è rivelazione di Dio; l'arte, rivelazione dell'uomo. Attraverso l'arte l’uomo esprime la propria concezione di ciò che la natura non è. La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita, ecco perché nessun artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un maestro. Ogni grande opera d'arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l'eternità; non si deve rappresentare cose nuove, bensì rappresentare con novità. L'arte non è lo studio della realtà positiva, ma la ricerca della verità ideale espressa da uno stato di disagio, qualunque esso sia. L'opera d'arte è sempre una confessione. Un'aspirazione chiusa nel giro di una interpretazione, ecco l'arte. L'arte non riproduce il visibile; piuttosto, crea il visibile. ci attrae solo per ciò che rivela del nostro io più intimo. L'arte non deve mai farsi popolare, è l’osservatore che deve diventare artistico. Se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe.
Il genere umano si è espresso attraverso simboli sin dagli albori della civiltà, Chi è un artista? Un essere complesso, appartenente all'auto-realizzazione, o ciò che la psicologia identifica come il nostro vero potenziale di crescita, come nostra guida per aiutare ognuno di noi a cominciare ad attingere al proprio potenziale e diventare sempre più auto-motivato, auto-determinato, equilibrato e felice.
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