L'arte del terzo millennio
La street art:
Street art (dall'inglese 'Arte di strada') è il nome dato dai media di diffusione di massa atto a comprendere quelle forme di arti che si manifestino in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture ecc. La sostanziale differenza tra la street art e i graffiti si riscontra nella tecnica non per forza vincolati all'uso di vernice spray e al soggetto non obbligatoriamente legato allo studio della lettera, mentre il punto di incontro che spesso fa omologare le due discipline rimane il luogo e alle volte alcune modalità di esecuzione, oltre all'origine mass-mediatica della terminologia (originariamente semplicemente Writing). Ogni artista che pratica street art ha le proprie motivazioni personali, che possono essere molto varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione, di critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri più semplicemente vedono le città come un posto in cui poter esporre le proprie creazioni e in cui esprimere la propria arte. La street art offre infatti la possibilità di avere un pubblico vastissimo, spesso molto maggiore di quello di una tradizionale galleria d'arte. A tre decenni dalla sua comparsa il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti visive, una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea. I graffiti influenzano la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone. Intorno al 2000, tra Inghilterra, Spagna e Italia, si assiste a qualcosa di nuovo e differente per le strade; numerosi creativi (artisti, fotografi, poeti, writer) abbrandonano l'etnocentricità del movimento del writing e, proponendo lavori su poster, stencil o vernice traducono la loro esigenza d'espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi. Bansky, attivo già a Londra nei primi anni del 2000, ha estrapolato e diffuso più di chiunque il concetto di street Art: decorazioni a spray immediatamente traducibili e trasversali rispetto alla società che comunicano tematiche sociali quali la necessità di libertà d'espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, la conformità della morale a regole di sola facciata, l'antiproibizionismo e il rispetto della libertà sessuale e di coscienza. Questo tipo di arte discende direttamente dalla Pop Art e dalla Graffiti Art, ponendosi però in un nuovo panorama a cavallo tra comunità sociale e mondo dell'arte, verso chi più propriamente artista propone i suoi lavori o chi, diversamente, utilizza la strada come luogo ribalta e vettore comunicativo. Più approfonditamente la scena italiana ha saputo imporsi a livello europeo sin dai primi anni del duemila, con due scuole a emergere più di altre, riconducibili ora a Milano, ora a Bologna. La prima tra le due si concentra su una massificazione degli interventi per intercettare un pubblico il più vasto possibile, con decorazioni di piccola e media grandezza, sempre in grave contrasto con la municipalità e il governo della città. La seconda ha sviluppato invece uno stile che rende "massiccia" ogni decorazione più che una serialità serrata di interventi per le strade, talvolta inoltre seconde rispetto a fabbriche e aree metropolitane dismesse. Milanesi protagonisti di tale movimento, intesi per la loro rilevanza sul pubblico ampio e non necessariamente addetto ai lavori, sono il pop artist Bros e il poeta di strada Ivan Tresoldi, Abominevole e Ozmo che proposero forse i primi interventi a livello nazionale già nel '99, Pao ed i suoi panettoni a pinguino, l'illustrarocker TvBoy ora di stanza a Barcellona, Microbo e Bobo130 meno attivi sul territorio ma di certo con una maggiore partecipazione su scala internazionale. Bolognesi doc, nonché particolarmente indicativi rispetto alle esperienze stilistiche e pratiche sopracitate, sono Blu, street artist e video maker ormai di fama mondiale, il collettivo Ericailcane, Dado e Stefy grazie anche alla loro passata esperienza nel mondo del writing nostrano. Ad oggi, ormai a fine del primo decennio del 2000, il movimento ha preso strade diverse e si è ormai in parte istituzionalizzato nella relazione con le municipalità dove interviene, con musei, gallerie e grandi corporations.L'Irrealismo:
Movimento artistico fondato nella città di Messina nel Marzo 2001 con l'obiettivo di promuovere lo studio della Natura e del Paesaggio attraverso l’Arte, rivalutare la Natura per l’Arte e l’Arte per la Natura, con innovativa libertà compositiva, riproducendo il paesaggio che ci circonda. Amare e sentire la Natura profondamente, dare un po’ di ordine, di serenità e di luce alla Natura, con l’accoppiamento dei colori, provocare emozione e sentimenti al fruitore. I colori che primeggiano nell’Irrealismo sono: l’Azzurro del cielo e il Bianco del le nuvole; il Verde dell’erba, il Giallo e il Rosso dei fiori; il Colore degli alberi e tutti i loro complementari. Regole importanti: Le opere devono trasmettere "Serenità e Pace"; trovare un equilibrio tra Arte e Natura, tra Natura e Arte, nelle nostre opere bisogna evidenziare la bellezza della Natura, dagli alberi a tutto l’ambiente, un’opera d’arte deve esprimere emozioni e sentimenti, l’artista deve trasferire al fruitore il suo pensiero e i suoi sentimenti, l’ambiente che man mano cambia si modifica, per questo oggi è "Irreale", gli artisti devono renderlo più piacevole possibile a tutto il mondo. Dopo un secolo di violenze alla Natura e alle cose, causate dall’uomo, non è facile tornare alla normalità o alla realtà perduta, per questo gli artisti devono contribuire al cambiamento per migliorare il mondo.Il Movimento Dichiara: l’amore per la Natura e per la vita. Propone più luce, più colore, la semplicità nel presentare le cose, tutti gli oggetti e la stessa Natura.
Reclama: l’apertura di Musei e Biblioteche gratuiti, per una maggiore divulgazione e conoscenza dell‘Arte antica.
Un altro obiettivo del Movimento è quello di dare spazio e possibilità di esprimersi liberamente seguendo però le principali regole dell’irrealismo rappresentando una parte della realtà con forme e colori. Le componenti principale dell’ "Irrealismo" sono quelle di partire dal ‘Semplicismo Simbolico", (il simbolo della Natura nella sua semplicità) con il desiderio di avere un mondo più pulito e meno inquinato; con l’apporto dell’Arte pittorica, della Poesia, della Cultura in genere, e quanto possa servire per rendere un mondo migliore.
Con desiderio di serenità e di ordine mentale, il gruppo Irrealista deve riuscire a dare luce e ordine anche sulla tela, con l’accoppiamento dei colori e la semplicità dei soggetti…
La rectoversion:
Il termine Rectoversion (Rectoversione) è formato dalle parole "recto" (fronte) e "version" (versione). È basato su un neologismo francese che significa letteralmente "rotazione del lato frontale (recto)" e corrisponde alla tecnica pittorica che l'artista Michel De Caso utilizzò in Rectoversion (1991). Il movimento artistico dello stesso nome risale al 2002 ed il Cerchio Internet al 2004.Un dipinto "rectoversato" viene realizzato dipingendo su entrambi i lati del supporto pittorico che viene prima di tutto traforato. Questa proposizione artistica apre numerose questioni artistiche e filosofiche completamente legate al nostro tempo. Soprattutto tira in ballo la nozione di dipinto come "finestra aperta" che ha origine in particolare dal rinascimento.
Alcuni artisti sono interessati al concetto di "Rectoversion". Essi si sono recentemente raggruppati attorno a Michel De Caso, formando il "movimento rectoversion, dall'anno 10 al 10.000". Tutti gli artisti di questo movimento hanno delle affinità con la Rectoversion, ma ognuno di essi porta la sua sensibilità, creatività e differenza. La Rectoversion non funziona con modalità volta alla fusione e basata sull'identità, ma si apre verso un'altra sfera, molteplice e contraddittoria.
Ci sono stati rari esempi di dipinti a doppia faccia nel corso della storia dell'arte, ma il dibattito su quale sia il fronte (recto), il retro (verso) e la loro relazione reciproca, non è mai stato spinto così in la come nella Rectoversion.
La "Rectoversion" mette in discussione i nozioni della faccia visible (recto, diritto), della faccia nascosta (verso, rovescio) e dei loro rapporti reciproci. Propone inoltre un metodo critico della nozione filosofica di Dualismo. In questo modo, la "Rectoversion" appare come un vero "Metadualismo" contemporaneo.
La Photo-mail art:
La Photo-MailArt è un movimento artistico che aderisce allo spirito della MailArt, o arte postale, internazionale con principi di assenza di lucro e rispetto delle differenze tra individui di culture diverse. Il movimento intende sviluppare la MailArt con "impronta fotografica" senza trascurare elaborazioni manuali, digitali, tecniche miste, poesia visiva, haiku. L'intento è realizzare un’espressione aderente allo spirito della Mail Art internazionale "Photo-MailArt-Group by e_d_t" ha preso avvio al Circolo Filologico Milanese - 6 febbraio 2003 per iniziativa di Emilio De Tullio, che aveva preso conoscenza di questa forma transculturale di comunicazione nel 1985 da Maria Grazia Federico ed ha proseguito approfondendo lo spirito del mezzo e producendo varie ricerche sui suoi lavori. La "filosofia" mailartistica cui aderisce questo Gruppo comprende:libertà espressiva nel pieno rispetto dell'altrui libertà di pensiero (fideistico, politico, razziale, sessuale e culturale).
mancanza di regolamenti rigidi, ma limitazioni verso la decenza e per il rispetto dei minori in caso di mostre.
assenza di costi, oltre al francobollo, di giurie, di premi, di usi lucrosi.
vincolo che ogni lavoro porti su di sé il segno del viaggio a mezzo posta e non via e-mail.
non restituzione dei lavori inviati, ma impegno del promotore alla documentazione online (lista completa degli autori) a tutti i partecipanti oppure ad una mostra pubblica di almeno un giorno.
numerare le eventuali copie di una serie tra 1 (pezzo unico) ed un massimo di 99 pezzi. Non viene considerata Photo-MailArt una stampa fotografica (chimica o digitale) che non sia stata liberamente elaborata e resa praticamente unica anche per un solo particolare.
formato Postcard (10x15 e 10x21 circa) o formato intermedio sino all'A4 (21 x 29,7 cm.) - supporto cartaceo o simile, tecnica libera, testo libero e\o connesso con l'immagine.
Si intende utilizzare, evocare, citare, con parti iconiche e testuali la fotografia nelle sue forme più disparate, sotto ogni punto di vista: si ritiene che non serva mostrare una capacità autoriale nell'essere fotografi ma è considerato sufficiente onorare lo specifico fotografico, inteso come mezzo di comunicazione attuato con una fotocamera, utilizzando la luce per ottenerne una icona tratta dal flusso della realtà (o modificandola a fini creativi ed espressivi). L'immagine fotografica, che è stata definita anche arte del frammento, entra in toto a formare un artwork, senza fermarsi a ciò in modo autonomo bensì legandosi al testo secondo la lezione della Poesia visiva e come già hanno mostrato gli esiti del Dadaismo e del Futurismo, movimenti dai quali le Neoavanguardie hanno tratto linfa. Nel mondo della Mail Art agli inizi degli anni '90 si è formata una nicchia di Networker in Mail Art amanti della fotografia, sia nel senso fattuale che nel suo concetto di "fantasma della realtà" (Giuseppe Marcenaro); ogni autore di Photo-MailArt utilizza i mezzi manuali e/o tecnologici a disposizione (xero-copy, collage, elaborazione e stampa digitale, tecniche miste o recuperate dalla tradizione come il transfert, i viraggi, etc) lavorando attorno ad un'idea personale che, sempre più, riguarda il testo quanto i connotati postali così presenti nella tradizione mailartistica. Così la denominazione di Fantystamp per i Francobolli di fantasia, emerge da una interpretazione meno firmata del termine più diffuso di Artistamp, volendosi togliere il termine artist quando l'autore – anziché essere anche il progettista del "finto francobollo" – lo ricava da immagini altrui e lo contestualizza nel proprio artwork per nesso o per contrasto. Molti autori utilizzano la miniatura dell'immagine fotografica che compare sul recto del loro artwork, per farne il proprio attinente Fantystamp che sul verso comparirà accanto all'affrancatura regolare. I "finti timbri" (Rubber stamp o Cancellation in inglese, Faux timbres in francese) tra i Photo-MailArtisti sono realizzati digitalmente e stampati insieme al resto, più raramente sono timbri autoprodotti (carving eraser) che vengono apposti manualmente prima della spedizione. Un riferimento per alcuni autori, è la Pop Art ed in particolare Andy Warhol e Robert Rauschemberg per la disinvoltura riguardo alla compresenza di materiali prelevati dalla vita quotidiana e dallo spirito (che si diffonderà più a fondo per motivi sociali ed ambientalistici) del riutilizzo di materiali poveri o di scarto, sia domestici che industriali, come forma simbolica di ribellione al consumismo che dagli U.S.A. si è diffuso in buona parte del mondo occidentale. Del resto la Mail Art nasce ufficialmente dagli anni '60 negli Stati Uniti (secondo i teorici più accreditati) con Ray Johnson e la sua "New York Corrispondence School of Art" poi si sviluppa come netto rifiuto della musealizzazione e mercificazione dell'Arte (visuale, poetica e musicale) che viene liberata con la spedizione di opere che vengono scambiate liberamente tra singoli – artisti e non – in un circuito (Network) rigorosamente postale che negli anni ha raggiunto luoghi lontani e dagli anni '90 ha usufruito dell'aiuto di Internet (limitatamente al lancio di 'Progetti' a tema e delle relative 'documentazioni' online). La Photo-MailArt si attua in molteplici forme attraverso artwork (in italiano: lavori, opere, pezzi) a 2 dimensioni che spaziano dimensionalmente dalle piccole buste diffuse specie tra i mailartisti francesi con i loro envelope sino ai grandi 'fogli' ripiegati su se stessi; va detto che – per problemi espositivi – gli artwork nei Progetti internazionali vengono richiesti sempre più spesso entro il formato ISO A4. La forma più diffusa e più richiesta dai promotori di 'Progetti' (per la praticità di catalogazione e di conservazione) è quella della Postcard di varie dimensioni in quel formato da 10 x 15 cm. a 11 x 22 cm. che riprende l'apparenza esteriore dell'Arte postale dei primi decenni del Novecento; attualmente non si ricalca l'intento di auto-promozione di quegli Artisti ed Artigiani (per la maggior parte pittori, costumisti e scenografi) che spedivano ottime riproduzioni policrome delle proprie opere per poterle mostrare a collezionisti, critici e mercanti d'arte, in assenza di altre forme di comunicazione a basso costo. L'immagine fotografica viene utilizzata spesso in collage su fogli bidimensionali ed in composizioni tridimensionali, ove la molteplicità dei piani – geometricamente intesi – contribuisce a rendere omaggio alle dinamiche visuali del Cubismo presentando una percezione visiva a 3D in opere pittoriche e grafiche. Negli ultimi 10 anni (non vi sono statistiche affidabili) si tende a produrre ed inviare attraverso i Servizi di Posta dei vari Paesi, una quantità minore di artwork tridimensionali (le ragioni sono realistiche e riguardano gli spazi ove riporre, esporre, collezionare tutti i contributi tridimensionali al termine – temporaneo (step) o definitivo (end) – di un Progetto); fanno eccezione i libri d'artista (sui quali ha scritto ampiamente Daniela Palazzoli) che appartengono anche agli intenti della Photo-MailArt in realizzazioni ove le fotografie aggiunte entrano in gioco con testi e immagini del libro vero e proprio, oppure si progettano rilegature artigianali per assemblare fogli di testo ed immagini (proprie o altrui). Per "progetti internazionali" si intendono le tematiche sulle quali si invitano i mailartisti ad esprimersi a modo proprio, ed il termine invito non va inteso in modo elitario poiché lo spirito stesso della Mail Art verrebbe tradito - si sostiene - dalla mancanza di libertà nel condividere esperienze, in assenza di ogni scopo di lucro, di giurie, di premi e di concorsi. Sinora in Italia si sono tenute 5 Mostre internazionali di Photo-MailArt, nel 2003, nel 2004, nel 2005, nel 2006 e nel 2007 durante l'evento "Novegro PHOTOvideocine" (Milano) e nel 2005 anche a Pontedilegno nella parte espositiva di Photodigital. Le mostre come i Progetti sono frutto dell'attività di Emilio De Tullio, artista attivo inconsapevolmente dal 1974, ed ufficialmente dal 1985 con sperimentazioni di MailArt e ricerche storico-culturali sul fenomeno Mailart. Dal 1995 la diffusione di sue opere\artwork denominate Photo-MailArt nell'ambito nazionale lo vedono impegnato anche nella promozione di questa forma di comunicazione visuale e testuale con un portato fotografico. Al Circolo Filologico di Milano (Sezione di cultura fotografica), presenta il "MANIF-T-ESTO" di questa corrente nel 2002 e raccoglie l'adesione di autori fotografi come Osvaldo Paleari, Massimo Quaglia, Rossella Annoni, Lino Aldi, Salvatore Pinelli, Alessandra Birattari, Manu Piovesan e altri se ne sono aggiunti, ad es. Antonio Grassi, Luistar, Paullimo, Rossana Cagnolati, Pino Fasulo, dall'argentina Ula ed Iris Perez. Lancia per il 2003 il "Project WATER" (come il tema internazionale dell'ONU) cui aderiscono autori dall'Europa e dall'America. Attualmente è attiva una realtà virtuale dal febbraio 2003 per lo scambio di Progetti da tutto il mondo e di scambi di esperienze tra sodali; saltuari 'laboratori' di foto-collage manuale o digitale aiutano i neofiti ad accostarsi a questa forma di comunicazione impregnata di fotografia quanto di un vissuto postale onorato dalla fantasia degli autori. Infatti non è mai possibile... 'insegnare' una forma espressiva con intenti artistici, ma concretamente si possono mostrare esempi di risultati variegati e - soprattutto - insegnare e far sperimentare di persona quelle tecniche necessarie a realizzare alcuni artwork. Nella primavera 2007 a Sesto S.G. (Milano) ha proposto una mostra di opere visuali dal mondo intero e 7 incontri con il pubblico tra i quali la "performance" inaugurale di poesia sonora interpretata dal suo autore Nicola Frangione e l'intervento di grandi nomi della Mail Art internazionale che hanno aderito con proprie opere e con brani di esegesi e di teorie sulla "Mail Art nel terzo Millennio" nella stesura dell'opuscolo edito in concomitanza. Oltre a Nick Frangione, a rappresentare il 'gotha' dei Networker in Mailart c'erano: Vittore Baroni, Anna Boschi, Ruggero Maggi, Linda Pelati, Claudio Jaccarino e altri "free innest" I patrocini culturali e di istituzioni pubbliche hanno avallato il senso di questa manifestazione che in 14 giorni di apertura al pubblico ha visto una partecipazione interessata e attiva specie durante i dibattiti e nei 'Laboratori aperti' condotti per mettere in contatto diretto i 'profani' con gli esperti e alcune metodologie realizzative; il coordinamento culturale e la scelta degli ospiti sono stati curati da Emilio De Tullio mentre Antonio Grassi ne è stato Direttore artistico e ha tenuto i contatti con le Istituzioni locali, regionali e nazionali.