Critici d'Arte
Dott. Marco Blu Omo: Mauro, capace autodidatta, ha intrapreso la pittura fin dalla tenera età mostrando un'attitudine precoce
verso l'espressività inconscia dell'animo... Si riconosce in lui, in quella sua coerenza tra vita e arte, forse ancora più che nelle opere stesse,
l'incarnazione del nostro immaginario, dei nostri miti, la sublimazione delle nostre angosce. Il perenne disprezzo del
denaro, del consumismo, incidono molto nei suoi spostamenti
stilistici della sua arte in modo inconfutabile. Come accaduto a
molti altri artisti, anche per Colombo il mito è entrato a far
parte dell'inconscio collettivo, in un mondo dove padroneggia un
simbolismo frainteso e spesso rifiutato, particolarmente in
Italia, dovuto ad un linguaggio pittorico dove un significato
simbolico attraversa la dimensione sacra venendo tradotta in
linguaggio "volgare" visivo. Colombo pensa in modo visionario e il
mito scaturisce in lui del bisogno di proiettare sulla natura
spirituale" un tormento immaginario e ricchissimo, sublimando i
traumi che l'infanzia di tutti noi ha maturato. Dipingere è per
lui una via redentrice, una catarsi connaturata alla conquista di
un universo da plasmare. Il suo simbolismo è articolato a partire
da questa viscerale identificazione tra natura e madre. Natura
vista come forza generatrice che può essere, come madre,
dispensatrice d'amore e di vita. I cicli di vita e di morte sono
il tema centrale della pittura decadentista di Mauro Colombo. In
un'analisi più approfondita nelle sue opere viene fuori una
venerazione quasi ossessionante verso la madre a scapito di
altri aspetti della femminilità. La madre al centro di un ciclo di
nascita e morte come un insegnamento da accettare, volente o
nolente, come propagatrice della vita temuta e biasimata, come
libertà sessuale. L'immagine di Colombo, infatti, per quanto
onirica possa sembrare, celebra la gloria della natura. La
maternità è un realizzarsi quasi passivo delle leggi crudeli della
natura, nell'universo animale come in quello umano. La sacralità
della Natività tradizionale, nell'arte di Colombo, è sostituita da
un simbolismo pagano, ciò sta a significare che la parte del ciclo
eterno della vita si compie quasi a insaputa dell'osservatore.
Dott. Vittorio Cleto Rolfi: L'artista identifica per intero la fisicità della vita. Nella sua opera pone una "propria" attenzione a fattori che si possono definire incontentabili: l'armonia delle forme e la misura dei contrasti. Analizzando molti dipinti di Colombo è emerso l'assoluta omogeneità ed equilibrio che la drammaticità insita del disegno e del colore sfoggia di sé. Il tutto attraverso una sincera verità, la sua verità.
Dott.sa Camilla Amertis: Le immagini dell'artista, al di là della loro consistenza oggettiva, diventano simbolo di un dramma interiore. Dramma avvertito come universale, trasfuso dagli uomini alle cose. E' un tipo di arte che avverte la presenza di spazi funzionali per simboli universali. Colombo progetta i suoi dipinti volti a fissare in momenti essenziali i misteri e gli eventi drammatici dell'esistenza, affidandoli a forme slegate da ogni contingenza. Paesaggio e personaggi vibrano all'unisono, rivelano sentimenti universali.
Dott. Prof. Franc Pisharch: L'artista conquista una libertà espressiva attraverso una pratica metodica, che lo porta a studiare, a cercare a lungo, dentro si sé le immagini ancora radicate alle loro origini oscure, alla loro sincerità inconsapevole. Colombo ricerca in modo quasi assillante la descrizione "mimetica" dei soggetti scelti che sono il corrispettivo poetico della realtà, che colgono cioè il cuore e l'idea delle cose. I suoi lavori nascono dalla volontà di mantenersi sul confine tra surrealismo e figurativo, tra aree cupe e forti di luminosità. Tutte le opere di Colombo hanno in comune il saper esprimere con altissima qualità un sentimento o un'idea, un momento magico che annulla l'opacità fisica della crudeltà e nudità della materia, del colore. La figura, infatti, nell'opera dell'artista pare oscillare, in una dimensione lontana, come se fosse imbevuta dal rimpianto o dall'attesa di un'altra atmosfera: la sostanza non è altro che spazio per la memoria. Mauro in questi anni, infatti, si é domandato:
Dott.sa Ilaria Greco: Fin dal principio Mauro ha cercato di non accontentarsi dell'apparenza della natura; ha sempre pensato che la pittura è una realtà interna alla nostra coscienza, e si è offerto di definirlo. Per fare ciò, l'artista mette a punto un linguaggio personale dove i suoi simboli diventano un formulario d'accesso per trapassare e narrare l'entità del reale, del pensiero e dell'interiorità in una continua logica tra uno e molteplice, ordine e disordine, insieme e smembramento. Colombo è così violentemente uguale a se stesso, un mutevole pittore dove sussulta un ritmo arcaico, quasi espressione di un ordine iniziale prestabilito, scritto nella natura con segni veementi e lontanamente morbosi, caricati di significati metaforici dalla viva ed efficace forza emotiva.
Dott. Enrico Masto: Pittura originale, dove nulla nasce senza un'esperienza diretta dell'artista. Un cromatismo equilibrato dove luci, ombre e tonalità decisamente dirigono l'osservatore ad una profonda autoanalisi dove ci si domanda ciò che di solito si dimentica.
Dott. Cisco Romano: La poetica di Colombo si basa sulla considerazione della vita umana come condizione di trepidazione, di smania e di amarezza verso le ferite che ogni animo umano ha. L'artista, profondamente radicato a un principio di responsabilità morale, non si rassegna ad abbandonarsi a un "anarchismo teorico, vano e alla fine agnostico", e orienta il proprio lavoro verso una partecipazione cosciente a ciò che avviene attorno. Colombo aspira a un assenso umano oltre il fatto di fissare i nostri contenuti in una posizione pessimistica. Le sue opere, nate dallo stretto rapporto con la vita contemporanea, sono trasposizioni di un malessere che si fa racconto pittorico lucidissimo e sensibile. Colombo sviluppa, infatti, il motivo dell'incessante metamorfosi tra realtà e immagine, ponendosi nel punto di incrocio tra istanze primarie e impulsi descrittivi, figurali. Cercando i significati più reconditi e inquietanti delle cose quotidiane e dell'uomo, visto, in un'allusiva fantasia, come larva, la sua arte rivela così una sorta di eroica, tenace volontà di resistenza. La ciclica riproposizione del nostro dolore è raffigurata dal susseguirsi quasi infinito di angosce sotto il segno di una ipotetica speranza e dei rari istanti di felicità concessi all'uomo. La radice della sua arte si trova in una controllata interpretazione del surrealismo che lo spinge a cercare i segreti dell'inconscio, intrecciati all'interno della realtà quotidiana. Ricollegandosi al filone visionario del primo romanticismo inglese, e in particolare dei dipinti di Blake realizzati in visioni tra mistico e il demoniaco, ma la sua attenzione per il mondo dell'onirico e il fantastico è solo un mezzo attraverso cui afferrare dalla realtà significati esistenziali, quasi ontologici.
Che cos'è dunque l'essenza della verità? Una commistione scioccante di sincerità e perversione. Oltre alla ricerca pittorica egli approfondisce la ricerca del proprio ego artistico: prendono così forma mondi metafisici e surreali, le sue opere tratteggiano cicli di nascita e morte oltre a testimoniare la ricerca de nuovi ideali. Nei suoi quadri ha una predilezione per i colori di terra che in sé contengono contemporaneamente calore e freddezza. Attualmente lo sfondo è parte del dipinto che più è importante perché rappresenta il passato...
Dott. Vito Cracas: Si avverte, che osservando le diverse rappresentazioni visualizzate nelle tele dipinte da Mauro Colombo, non quel senso vago di deleteria inquietudine che prende quando si osservano tutti i temi esistenziali comunque espressi, ma quell'intima e sofferta esigenza insita in ogni creatura di voler crescere per diventare un sapiente e felice ordinatore del proprio universo. Le sofferte e cocenti delusioni subite, che sono quasi sempre conseguenti all'istintuale e fallico bisogno ancestrale, condizionante per ogni essere, alimentano invece quel soffio vitale che fin dall'embrione sviluppa ogni atteggiamento razionale del vivere. In esso la religiosa speranza di trascendere la fatale mortalità che accompagna in maniera latente sia l'uomo che la donna nel loro comune rapporto di amore e sfida, rappresenta la liberazione delle tensioni freudiane del proprio inconscio. Queste recondite ed impalpabili tensioni, di cui si coglie l'ansia, vengono stemperate o evidenziate con accorte cromie, in cui si alternano fantasie, fatalità e certezze.
Dott. Carlo Cuttaneo: E' possibile operare una distinzione fra simbolo e allegoria. Quest'ultima è la rappresentazione, esplicita per le immagini di una realtà morale astratta, resa attraverso elementi concreti predeterminati, mentre il simbolo suppone una ricerca intuitiva dei contenuti ideali insiti nelle forme, propone soluzioni non immediatamente decodificabili, è imprevedibile, criptico, misterioso. L'allegoria sovrappone il contenuto dottrinale all'immagine, il simbolo lo incarna in essa. Colombo, per la sua "fede" nelle potenzialità del simbolo, ha riscoperto i rapporti fra suoni, colori e odori, alludendo ai misteriosi legami fra visibile e invisibile, per aver postulato un'armonia universale basata sulle connessioni fra tangibile e intangibile, rendendo espliciti i legami fra senso e spirito. A lui soprattutto spetta il merito di avere individuato principi che sono nell'aria e che diventano fonte di ispirazione privilegiata per anime sensibili di chi osserva le sue opere.
Dott.sa Elena di Cese: Mauro Colombo lo ritengo il cantastorie della libertà pittorica, colui che si dedica, cioè, alla riscoperta della creatività schietta. Egli è, inoltre, votato all' "indagine filosofica" di una pittura novella, libera da preconcetti, prepotente e geniale, insofferente al rigore e all'ordine razionali, tutta giocata su stravolgimenti stravaganti dell'immagine, su colorazioni fervide, sulla ferocia del segno, sullo spasmo emotivo del nostro animo. Colombo espone il suo modo di dipingere come un sviluppo istintivo, innescato da cromaticità "antropomorfa". Per Colombo l'arte è esistenza allo stato puro, è "fare piazza pulita" di ciò che è stato e riorganizzarlo. Mauro non ha mai cercato di fare un quadro ma un brano di vita...
Dott.sa Claudia Ferne: Le opere di Colombo si tramutano nella rievocazione poetica della vita comune, con accenti di spleen. Colombo mette in moto la fantasia dell'osservatore portandolo a intuire allusioni sulla coscienza che ognuno di noi ha e quello che vibra dal groviglio tra fantasia e cavità dell'animo che va oltre l'urlo colorato...
Dott. Vittorio Cleto Rolfi: L'artista identifica per intero la fisicità della vita. Nella sua opera pone una "propria" attenzione a fattori che si possono definire incontentabili: l'armonia delle forme e la misura dei contrasti. Analizzando molti dipinti di Colombo è emerso l'assoluta omogeneità ed equilibrio che la drammaticità insita del disegno e del colore sfoggia di sé. Il tutto attraverso una sincera verità, la sua verità.
Dott.sa Camilla Amertis: Le immagini dell'artista, al di là della loro consistenza oggettiva, diventano simbolo di un dramma interiore. Dramma avvertito come universale, trasfuso dagli uomini alle cose. E' un tipo di arte che avverte la presenza di spazi funzionali per simboli universali. Colombo progetta i suoi dipinti volti a fissare in momenti essenziali i misteri e gli eventi drammatici dell'esistenza, affidandoli a forme slegate da ogni contingenza. Paesaggio e personaggi vibrano all'unisono, rivelano sentimenti universali.
Dott. Prof. Franc Pisharch: L'artista conquista una libertà espressiva attraverso una pratica metodica, che lo porta a studiare, a cercare a lungo, dentro si sé le immagini ancora radicate alle loro origini oscure, alla loro sincerità inconsapevole. Colombo ricerca in modo quasi assillante la descrizione "mimetica" dei soggetti scelti che sono il corrispettivo poetico della realtà, che colgono cioè il cuore e l'idea delle cose. I suoi lavori nascono dalla volontà di mantenersi sul confine tra surrealismo e figurativo, tra aree cupe e forti di luminosità. Tutte le opere di Colombo hanno in comune il saper esprimere con altissima qualità un sentimento o un'idea, un momento magico che annulla l'opacità fisica della crudeltà e nudità della materia, del colore. La figura, infatti, nell'opera dell'artista pare oscillare, in una dimensione lontana, come se fosse imbevuta dal rimpianto o dall'attesa di un'altra atmosfera: la sostanza non è altro che spazio per la memoria. Mauro in questi anni, infatti, si é domandato:
ndr.. Un concetto pittorico può avere anche un valore di apparizione? L'organismo rigorosamente formale di una pittura può contenere la leggerezza, il respiro di una evocazione, l'improvviso soprassalto della memoria? Questo è per me il problema; questa la ragione della costante inquietudine che mi fa dipingere.L'artista identifica per intero la fisicità della vita. Nella sua opera pone una "propria" attenzione a fattori che si possono definire incontentabili: l'armonia delle forme e la misura dei contrasti. Analizzando molti dipinti di Colombo è emerso l'assoluta omogeneità ed equilibrio che la drammaticità insita del disegno e del colore sfoggia di sé. Il tutto attraverso una sincera verità, la sua verità.
Dott.sa Ilaria Greco: Fin dal principio Mauro ha cercato di non accontentarsi dell'apparenza della natura; ha sempre pensato che la pittura è una realtà interna alla nostra coscienza, e si è offerto di definirlo. Per fare ciò, l'artista mette a punto un linguaggio personale dove i suoi simboli diventano un formulario d'accesso per trapassare e narrare l'entità del reale, del pensiero e dell'interiorità in una continua logica tra uno e molteplice, ordine e disordine, insieme e smembramento. Colombo è così violentemente uguale a se stesso, un mutevole pittore dove sussulta un ritmo arcaico, quasi espressione di un ordine iniziale prestabilito, scritto nella natura con segni veementi e lontanamente morbosi, caricati di significati metaforici dalla viva ed efficace forza emotiva.
Dott. Enrico Masto: Pittura originale, dove nulla nasce senza un'esperienza diretta dell'artista. Un cromatismo equilibrato dove luci, ombre e tonalità decisamente dirigono l'osservatore ad una profonda autoanalisi dove ci si domanda ciò che di solito si dimentica.
Dott. Cisco Romano: La poetica di Colombo si basa sulla considerazione della vita umana come condizione di trepidazione, di smania e di amarezza verso le ferite che ogni animo umano ha. L'artista, profondamente radicato a un principio di responsabilità morale, non si rassegna ad abbandonarsi a un "anarchismo teorico, vano e alla fine agnostico", e orienta il proprio lavoro verso una partecipazione cosciente a ciò che avviene attorno. Colombo aspira a un assenso umano oltre il fatto di fissare i nostri contenuti in una posizione pessimistica. Le sue opere, nate dallo stretto rapporto con la vita contemporanea, sono trasposizioni di un malessere che si fa racconto pittorico lucidissimo e sensibile. Colombo sviluppa, infatti, il motivo dell'incessante metamorfosi tra realtà e immagine, ponendosi nel punto di incrocio tra istanze primarie e impulsi descrittivi, figurali. Cercando i significati più reconditi e inquietanti delle cose quotidiane e dell'uomo, visto, in un'allusiva fantasia, come larva, la sua arte rivela così una sorta di eroica, tenace volontà di resistenza. La ciclica riproposizione del nostro dolore è raffigurata dal susseguirsi quasi infinito di angosce sotto il segno di una ipotetica speranza e dei rari istanti di felicità concessi all'uomo. La radice della sua arte si trova in una controllata interpretazione del surrealismo che lo spinge a cercare i segreti dell'inconscio, intrecciati all'interno della realtà quotidiana. Ricollegandosi al filone visionario del primo romanticismo inglese, e in particolare dei dipinti di Blake realizzati in visioni tra mistico e il demoniaco, ma la sua attenzione per il mondo dell'onirico e il fantastico è solo un mezzo attraverso cui afferrare dalla realtà significati esistenziali, quasi ontologici.
Che cos'è dunque l'essenza della verità? Una commistione scioccante di sincerità e perversione. Oltre alla ricerca pittorica egli approfondisce la ricerca del proprio ego artistico: prendono così forma mondi metafisici e surreali, le sue opere tratteggiano cicli di nascita e morte oltre a testimoniare la ricerca de nuovi ideali. Nei suoi quadri ha una predilezione per i colori di terra che in sé contengono contemporaneamente calore e freddezza. Attualmente lo sfondo è parte del dipinto che più è importante perché rappresenta il passato...
Dott. Vito Cracas: Si avverte, che osservando le diverse rappresentazioni visualizzate nelle tele dipinte da Mauro Colombo, non quel senso vago di deleteria inquietudine che prende quando si osservano tutti i temi esistenziali comunque espressi, ma quell'intima e sofferta esigenza insita in ogni creatura di voler crescere per diventare un sapiente e felice ordinatore del proprio universo. Le sofferte e cocenti delusioni subite, che sono quasi sempre conseguenti all'istintuale e fallico bisogno ancestrale, condizionante per ogni essere, alimentano invece quel soffio vitale che fin dall'embrione sviluppa ogni atteggiamento razionale del vivere. In esso la religiosa speranza di trascendere la fatale mortalità che accompagna in maniera latente sia l'uomo che la donna nel loro comune rapporto di amore e sfida, rappresenta la liberazione delle tensioni freudiane del proprio inconscio. Queste recondite ed impalpabili tensioni, di cui si coglie l'ansia, vengono stemperate o evidenziate con accorte cromie, in cui si alternano fantasie, fatalità e certezze.
Dott. Carlo Cuttaneo: E' possibile operare una distinzione fra simbolo e allegoria. Quest'ultima è la rappresentazione, esplicita per le immagini di una realtà morale astratta, resa attraverso elementi concreti predeterminati, mentre il simbolo suppone una ricerca intuitiva dei contenuti ideali insiti nelle forme, propone soluzioni non immediatamente decodificabili, è imprevedibile, criptico, misterioso. L'allegoria sovrappone il contenuto dottrinale all'immagine, il simbolo lo incarna in essa. Colombo, per la sua "fede" nelle potenzialità del simbolo, ha riscoperto i rapporti fra suoni, colori e odori, alludendo ai misteriosi legami fra visibile e invisibile, per aver postulato un'armonia universale basata sulle connessioni fra tangibile e intangibile, rendendo espliciti i legami fra senso e spirito. A lui soprattutto spetta il merito di avere individuato principi che sono nell'aria e che diventano fonte di ispirazione privilegiata per anime sensibili di chi osserva le sue opere.
Dott.sa Elena di Cese: Mauro Colombo lo ritengo il cantastorie della libertà pittorica, colui che si dedica, cioè, alla riscoperta della creatività schietta. Egli è, inoltre, votato all' "indagine filosofica" di una pittura novella, libera da preconcetti, prepotente e geniale, insofferente al rigore e all'ordine razionali, tutta giocata su stravolgimenti stravaganti dell'immagine, su colorazioni fervide, sulla ferocia del segno, sullo spasmo emotivo del nostro animo. Colombo espone il suo modo di dipingere come un sviluppo istintivo, innescato da cromaticità "antropomorfa". Per Colombo l'arte è esistenza allo stato puro, è "fare piazza pulita" di ciò che è stato e riorganizzarlo. Mauro non ha mai cercato di fare un quadro ma un brano di vita...
Dott.sa Claudia Ferne: Le opere di Colombo si tramutano nella rievocazione poetica della vita comune, con accenti di spleen. Colombo mette in moto la fantasia dell'osservatore portandolo a intuire allusioni sulla coscienza che ognuno di noi ha e quello che vibra dal groviglio tra fantasia e cavità dell'animo che va oltre l'urlo colorato...