Biografia dell'Artista Mauro Colombo
Mauro Colombo è nato l'11 luglio 1968 a Cassano d'Adda, in provincia di Milano.
Insicuro e introverso, da bambino aveva bisogno di attenzioni (per la verità i suoi genitori e suo fratello non gliene fecero mai mancare) e in uno dei suoi scritti autobiografici ricordò di essere arrivato al punto di considerare se stesso come
"un alieno, un doppio , un'assenza chiamata Kinkana...".
Neppure grande affetto di suo fratello, Stefano, nato un anno dopo, riuscì a togliergli questo senso di disagio.
Nella metà degli anni '70 la famiglia Colombo si trasferì ad Imperia, in Liguria, per motivi di lavoro del Padre, morto qualche anno dopo. Con l'andare degli anni il disagio si tramutò in ribellione. Mauro era ed è uno spirito inquieto. Frequentava la scuola con profitti discreti, mostrando interesse e talento solo per il disegno; questa sua predisposizione venne incoraggiata prima di tutto dalla famiglia. All'età di sedici anni incominciarono le sue prime mostre... Mauro in un suo racconto autobiografico scrive: "Un pomeriggio d'estate incontrai il mio primo maestro (Badano - Pittore Imperiese) nel suo magazzino. Mi mostrò le sue nuove opere e mi disse: "Mauro, hai il dono del sogno. Il desiderio acuto, il fine estremo della tua lirica è, in effetti, mutare qualunque modello d’esperienza, dal realismo all'astrazione, in una continua ricerca di forza espressiva, d'energia. Sfrutta questo dono e lascia da parte il mio stile figurativo...".
Per Mauro gli strumenti per creare arte sono congegni per una sorte con cui convivere senza fine. L’artista frequenterà vari corsi serali in istituti d’arte, cambiando sede scolastica di frequente. È annoiato dell’istruzione classica, egli brama dominare le tecniche per comprenderne i loro segreti e penetrare l’uso della materia, ma… "era come quando andavo a scuola da bambino: nel tempo in cui tutti mi ricordavano che cosa avevo l'obbligo di fare, io desidero già creare ciò che uno non dovrebbe fare".
Nei primi lavori Colombo seguì diverse tendenze, ma con l'andare del tempo fu sempre più attratto dal Surrealismo e dal Simbolismo; inizia a “ricalcare” l’animo dei maestri, (dell'arte contemporanea) studiando così tutto quanto era strano, bizzarro e assurdo, ben s'addiceva alla sua personalità anticonvenzionale ed eccentrica. Durante tutto il suo percorso artistico è andato alla ricerca di “nuove cause formali”. Opere attente ai pensieri filosofici e mitologici, assoggettate da un bisogno di “sfiorare” le inerenti condizioni del proprio animo. Mauro si entusiasma “dell’eccentricità” di Salvator Dalì e si appassiona alla “fatica” di Vincent Van Gogh. Le Sfere premurose di questi puri artisti, lusingano gli istinti della sopravvivenza. "Per me la loro pittura e la loro poesia sono complementari ancora più che la loro musica con la loro filosofia".
Chi lo frequenta sa che sotto l’apparenza di una personalità ribelle e serbata, egli copre una profonda sete di conoscenza e una vorace ricerca di nuove esperienze. Mauro e il suo mondo, dove la "poesia" s’incarna per divenire sostanza. Un mondo per chi é capace di compenetrare il suo animo crescente, sempre più intenso e fortemente vissuto. Egli s’identifica in un’auto-fusione con la filosofia. Nella sua ricerca un’etica-estetica ideale dove le emozioni oltraggiano ogni tipo di supporto con le coscienze. Mauro e l'analisi del bello, profonda pozzanghera dell’Io. Le fatiche dell’artista modellano cicli di nascita e morte, di sconosciuti ideali. Prendono così forma mondi universali e rimandanti all'inconscio, viaggi di esplorazione perpetui. Ogni viaggio altrettanti momenti di ricostruzione del passato della vita e sviluppo dell'opera. Accanto alla dimensione del viaggio vivono gli incontri, i dialoghi, le amicizie, a segnare un’immaginaria linea di connessione tra i differenti stadi della sua vicenda poetica. Mauro trae, da ciascuna opportunità, motivi di riflessione, arricchimento e affetto; sfoggiando così un indubbio talento in campo pittorico e poetico, svelando e dimostrando una padronanza nell’uso di tecniche diverse. Un altro fattore determinante nella vita artistica di Mauro Colombo è stata la conoscenza di due grandi artisti: Luigi Sisti detto il Santo, e Mario Gatti; e la conoscenza del cav. Dell'Arco Casimiro Talarico. Insieme formano il Centro d'arte e Cultura "Sanremo Arte 2000"... ma questa é tutta un'altra storia!
Nella metà degli anni '70 la famiglia Colombo si trasferì ad Imperia, in Liguria, per motivi di lavoro del Padre, morto qualche anno dopo. Con l'andare degli anni il disagio si tramutò in ribellione. Mauro era ed è uno spirito inquieto. Frequentava la scuola con profitti discreti, mostrando interesse e talento solo per il disegno; questa sua predisposizione venne incoraggiata prima di tutto dalla famiglia. All'età di sedici anni incominciarono le sue prime mostre... Mauro in un suo racconto autobiografico scrive: "Un pomeriggio d'estate incontrai il mio primo maestro (Badano - Pittore Imperiese) nel suo magazzino. Mi mostrò le sue nuove opere e mi disse: "Mauro, hai il dono del sogno. Il desiderio acuto, il fine estremo della tua lirica è, in effetti, mutare qualunque modello d’esperienza, dal realismo all'astrazione, in una continua ricerca di forza espressiva, d'energia. Sfrutta questo dono e lascia da parte il mio stile figurativo...".
Per Mauro gli strumenti per creare arte sono congegni per una sorte con cui convivere senza fine. L’artista frequenterà vari corsi serali in istituti d’arte, cambiando sede scolastica di frequente. È annoiato dell’istruzione classica, egli brama dominare le tecniche per comprenderne i loro segreti e penetrare l’uso della materia, ma… "era come quando andavo a scuola da bambino: nel tempo in cui tutti mi ricordavano che cosa avevo l'obbligo di fare, io desidero già creare ciò che uno non dovrebbe fare".
Nei primi lavori Colombo seguì diverse tendenze, ma con l'andare del tempo fu sempre più attratto dal Surrealismo e dal Simbolismo; inizia a “ricalcare” l’animo dei maestri, (dell'arte contemporanea) studiando così tutto quanto era strano, bizzarro e assurdo, ben s'addiceva alla sua personalità anticonvenzionale ed eccentrica. Durante tutto il suo percorso artistico è andato alla ricerca di “nuove cause formali”. Opere attente ai pensieri filosofici e mitologici, assoggettate da un bisogno di “sfiorare” le inerenti condizioni del proprio animo. Mauro si entusiasma “dell’eccentricità” di Salvator Dalì e si appassiona alla “fatica” di Vincent Van Gogh. Le Sfere premurose di questi puri artisti, lusingano gli istinti della sopravvivenza. "Per me la loro pittura e la loro poesia sono complementari ancora più che la loro musica con la loro filosofia".
Chi lo frequenta sa che sotto l’apparenza di una personalità ribelle e serbata, egli copre una profonda sete di conoscenza e una vorace ricerca di nuove esperienze. Mauro e il suo mondo, dove la "poesia" s’incarna per divenire sostanza. Un mondo per chi é capace di compenetrare il suo animo crescente, sempre più intenso e fortemente vissuto. Egli s’identifica in un’auto-fusione con la filosofia. Nella sua ricerca un’etica-estetica ideale dove le emozioni oltraggiano ogni tipo di supporto con le coscienze. Mauro e l'analisi del bello, profonda pozzanghera dell’Io. Le fatiche dell’artista modellano cicli di nascita e morte, di sconosciuti ideali. Prendono così forma mondi universali e rimandanti all'inconscio, viaggi di esplorazione perpetui. Ogni viaggio altrettanti momenti di ricostruzione del passato della vita e sviluppo dell'opera. Accanto alla dimensione del viaggio vivono gli incontri, i dialoghi, le amicizie, a segnare un’immaginaria linea di connessione tra i differenti stadi della sua vicenda poetica. Mauro trae, da ciascuna opportunità, motivi di riflessione, arricchimento e affetto; sfoggiando così un indubbio talento in campo pittorico e poetico, svelando e dimostrando una padronanza nell’uso di tecniche diverse. Un altro fattore determinante nella vita artistica di Mauro Colombo è stata la conoscenza di due grandi artisti: Luigi Sisti detto il Santo, e Mario Gatti; e la conoscenza del cav. Dell'Arco Casimiro Talarico. Insieme formano il Centro d'arte e Cultura "Sanremo Arte 2000"... ma questa é tutta un'altra storia!