Angelo Caduto dall'Iperuranio
Angelo caduto:
Con il termine angelo caduto si indica un angelo decaduto dal suo stato di grazia e per questo motivo allontanato dal Paradiso. Spesso tale esilio è una forma di punizione per aver disubbidito o essersi ribellato a Dio. Nel cristianesimo l'angelo caduto è Lucifero (Is 14:3-20). In Is 14:3 si preconizza infatti la caduta di un empio re babilonese che viene chiamato "Stella del mattino, figlio dell'aurora". Allora il popolo di Israele potrà cantare un canto di liberazione (Is 14:12):(LATINO) - «quomodo cecidisti de caelo lucifer qui mane oriebaris corruisti in terram qui vulnerabas gentes»
ITALIANO)- «Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?»
(Is 14:12) - Nelle traduzioni cristiane si è fatto uso del sostantivo "lucifer" che poi è stato interpretato come nome proprio e quindi individuato in Satana. Su tali creature esistono molteplici leggende, la più comune delle quali afferma che essi continuano a muoversi sulla terra fino al giorno del Giudizio universale, quando saranno esiliati definitivamente nell'Inferno. Il termine ha sia una denotazione positiva, come creature pentite, sia negativa, come esseri superbi e arroganti. I primi, spesso rappresentati con ali spezzate, sia nere che bianche, o al fianco di un compagno morente, sono il simbolo della sofferenza e del rimorso, in quanto, allontanati dal cielo e da Dio, si trovano a soffrire, a patire le ferite, e, talvolta, anche la morte. I secondi, che portano prevalentemente ali nere, sono il simbolo dell'uomo troppo ansioso di conoscere argomenti proibiti, che per ottenere questa conoscenza e supremazia è disposto persino a ribellarsi all'autorità massima che lo vigila. Sono il simbolo della ribellione al giusto ordine, dell'individuo che sovverte le leggi e trasforma la propria personale in una guerra senza regole, ovvero l'eterno conflitto tra il cacciato Lucifero e gli Angeli veri e propri, i giusti servitori e messaggeri di Dio.
Etimologia: Per comprendere il termine si deve fare riferimento a ciò che ha dato origine alla caduta. Satana (o Satanael) si oppose a Dio e Michele, uno dei tre arcangeli della Bibbia, fece in modo che Satana precipitasse insieme a tutti i suoi seguaci. Il nome Michele infatti deriva dall'espressione "Mi-ka-El" che significa "chi è come Dio?". Nell'angelologia ebraica è presente la figura di Satanael ma si associa a Satana il compito di verificare il livello di "pietas" dell'uomo (libro di Giobbe), ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso; e questo angelo caduto dovrebbe essere quello che riporta a Dio tutti i peccati commessi dall'uomo. Nella tradizione ebraica, durante il giorno di Yom Kippur, una preghiera recita: "fai tacere il Satan / chiudi (tappa) la bocca al Satan; nel giorno di Yom Kippur tale richiesta viene fatta in vista del perdono e dell'espiazione dei peccati. La tradizione ebraica assegna a questo angelo caduto, chiamato anche Samael, un altro strano compito, quello di angelo distruttore che partecipa al volere divino e manda la morte agli uomini. La tradizione ebraica presenta molti demoni o "angeli caduti": Astarte, Belfagor, Belzebù, Belial, Lilith, Asmodeus, Azazel, Baal, Dagon, Moloch, Mammona, Mefistofele, Samael e molti altri ancora. Derivano dalle divinità adorate dai popoli della Palestina come i moabiti, canaanei, edomiti, sodomiti, gebusei, filistei, amorrei, aramei, fenici, compresi gli stessi ebrei e si contrappongono al culto di Yahweh o di El. La tradizione cristiana attribuirà a questi demoni ebraici la figura di angeli seguaci del re infernale Satana, caduti dal cielo insieme a lui. Anche i nomi di diversi angeli (Michael, Gabriel, Uriel, Raphael, Raziel, Geremiel, Shealthiel, ecc.) derivano dalla religione astrale assiro-babilonese.
Sono per lo Zoroastrismo: Nello Zoroastrismo vi sono differenti esseri simili agli angeli. Ad esempio, ogni persona ha un angelo custode, chiamato Fravashi. Essi assistono gli esseri umani e le altre creature, oltre a manifestare la potenza divina. Anche gli Amesha Spenta sono spesso ricordati come angeli (sebbene non siano latori di messaggi agli uomini), anche se essi sono piuttosto emanazioni di Ahura Mazda ("Signore Sapiente", Dio). Essi compaiono in modo astratto nel pensiero religioso di Zarathustra e più tardi (durante il periodo achemenide dello Zoroastrismo) si personalizzano e sono associati a un aspetto della creazione divina (fuoco, piante, acqua, magia, e altro).
Sono per l'Islam: Nel Corano, il libro sacro per la religione musulmana, la riflessione attorno gli angeli si concentra spesso su due aspetti fondamentali: la loro natura e il loro ruolo nei rapporti con gli uomini. Per l'Islamismo l'esistenza degli angeli è un atto di fede; nel Corano si distinguono tre specie di esseri celesti con funzioni e caratteristiche diverse. Ci sono gli angeli - (arabo: ملاك, malāk, pl. ملا ئكة, malāʾika) - i jinn (sorta di geni) e i diavoli (shayāṭīn). I primi hanno natura di luce, mentre jinn e demoni hanno sostanza di fuoco. Si differenziano inoltre per l'atteggiamento nei confronti dell'uomo. Gli angeli del Corano non differiscono da quelli dell'Ebraismo e del Cristianesimo, mentre i jinn hanno una funzione ambigua, dividendosi in un gruppo (maggioritario) più o meno nettamente ostile all'uomo e in un gruppo (minoritario) a lui benevolo, capace di proteggere luoghi e persone. Tra questi ultimi si ricordano i qarīn, due esseri invisibili - uno miscredente e uno credente - che agiscono da "spiriti custodi" (Muhammad si dice avesse convertito il suo che era miscredente, rendendolo anch'esso spirito positivo). Caratteristica infatti dei jinn è di poter essere musulmani (e quindi benevoli) o non musulmani (e quindi ostili all'uomo). Due angeli particolari, Munkar e Nakir, sono preposti ad un "interrogatorio" dei defunti, una volta deposti nella tomba. Le domande essenziali riguardano l'appartenenza o meno all'Islam ("chi è il tuo Dio?", "chi è il tuo Profeta?"). E nel caso che le risposte condannino il defunto, Munkar e Nakir lo percuotono violentemente cominciando a somministrargli un anticipo della punizione che verrà dopo il giorno del Giudizio. Gli angeli hanno soprattutto il compito di servire Allāh, condurre gli uomini a Dio, portando la fede in terra, indicando le vie da seguire per ottenere il premio finale. La missione degli angeli, però, è sempre determinata dal volere di Dio, anche se gli angeli, come nel Cristianesimo, svolgono una funzione di "intercessione" presso Dio per gli uomini.
Sono per il Cristianesimo: Nel Cattolicesimo gli angeli sono creature di Dio spirituali, incorporee ma personali (dotate di intelligenza e volontà propria) e, tra gli esseri visibili, sono quelli con il più alto grado di perfezione. La loro esistenza è una verità di fede confermata dalla Sacra scrittura e dalla tradizione cattolica. Secondo una definizione di sant'Agostino il termine angelo non definisce l'essere della creatura bensì l'ufficio o il compito assegnato da Dio. Sono realtà spirituali alle dirette dipendenze di Dio. Nella Chiesa cattolica gli angeli assumono una dimensione fortemente cristologica. Essi annunciano Cristo, lo servono, ne sono messaggeri, sono creati fin dalla loro origine in funzione del suo regno e del suo disegno di salvezza e di vita. Gli angeli hanno anche la funzione di assistere e proteggere la Chiesa e la vita umana, per questo vengono invocati nelle celebrazioni e nelle preghiere dei credenti. Sono segno della provvidenza di Dio e circondano con la loro protezione ed intercessione tutta la vita umana del fedele. Secondo le parole di Gesù, ognuno ha un proprio angelo custode e quelli dei bambini e dei semplici contemplano continuamente il volto di Dio. Nella Bibbia, libro di Tobia, si legge che gli arcangeli sono coloro che siedono alla presenza di Dio, ne contemplano la gloria e lo lodano incessantemente. La Chiesa cattolica privilegia tre arcangeli:
Michele, etimologicamente "Chi è come Dio?", è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. Nel libro biblico di Daniele (12, 1) viene indicato come particolare protettore del popolo di Israele.
Gabriele, "Forza di Dio", si suppone lottò con Giacobbe (lotta con Dio, Genesi cap.32), rompendogli il femore, e gli diede il nome di Israele. Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione).
Raffaele, "Guarigione di Dio", è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobia nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobia. È spesso identificato come l'angelo custode per eccellenza.
La concezione delle gerarchie angeliche si fa risalire alla sistematizzazione che lo pseudo-Dionigi Areopagita diede nella sua opera "De coelesti hierarchia" dell'angelologia biblica propria dei padri della chiesa che suddivide gli angeli in nove "cori" detti cori angelici: Angeli; Arcangeli; Archai o Principati; Potestà; Virtù; Dominazioni; Troni; Cherubini; Serafini. Sono 3 serie di schiere angeliche composte ciascuna da tre tipologie di Angeli i quali avrebbero funzioni, regole e compiti precisi. Vi è poi un angelo che ha il compito di distruggere questo mondo, l'Angelo dell'Apocalisse, chiamato anche Nemesis: ha un'ala nera e una bianca e nella sinistra tiene una spada senza lama che ha in sé il potere del bene e del male. Pare che la teoria dello pseudo-Dionigi derivi da una concezione greca. Dal 1670 papa Clemente X, stabilisce definitivamente nel rituale cattolico la festa dell'angelo custode il 2 Ottobre.
Sono per l'Ebraismo: Nei Siddurim di preghiera ebraici è scritto: « Sii benedetto per sempre nostra Rocca, nostro Re e nostro Redentore, che crea esseri santi; sia lodato il Tuo Nome per sempre, nostro Re, creatore di servitori che stanno tutti nella parte alta dell'universo e ad alta voce insieme annunciano con riverenza le parole del Dio vivente e del Re del Mondo. Tutti pieni d'amore, splendidi e vigorosi, tutti santi, tutti pronti ad eseguire, con timore e riverenza, la volontà del loro Padrone. E tutti quanti aprono la loro bocca con santità e purezza, con canti e salmi, e benedicono, lodano, glorificano, santificano, esaltano e chiamano Re il nome di Dio, Re grande, forte e temibile, santo Egli è; e ciascuno accoglie su di sé il giogo del Regno celeste, gli uni dagli altri e si danno vicendevolmente il permesso di santificare il loro Creatore con spirito sereno, con tono chiaro e dolce, proclamando all'unisono la santità, e con profonda riverenza dicono: "Santo, Santo, Santo è Hashem, Dio degli eserciti, della Sua Gloria è piena tutta la Terra". E gli Offanim e le sante Chayyot si sollevano con grande frastuono di fronte ai Serafin e lodano dicendo: "Sia benedetta la Gloria di Hashem, dal Suo luogo" »
Il significato: Il nome biblico per angelo, Malakh (in ebraico מלאך), acquista il significato di angelo solo in connessione col nome di Dio, ad esempio "angelo del Signore", o "angelo di Dio" (Zac12,8). In altre espressioni sono "figli di Dio", (Gen6,4; Giobbe1,6; Sal89,6) e "Suoi santi" (Zac14,5). Il termine italiano che traduce la parola ebraica E-lohim è anche dei, concetto che esprime il ruolo di essi come principi celesti. Secondo le interpretazioni dell'Ebraismo, il plurale E-lohim (usato talora per indicare senz'altro l'unico vero Dio) viene impiegato talvolta in riferimento agli angeli, chiamati bnēi E-lohim o bnēi E-lim, anche se in altre occasioni tali espressioni sono usate per riferirsi ai Giudici. Molte notizie sugli angeli si trovano nell'insegnamento dei rabbini secondo la tradizione ebraica. L'Universo, secondo gli Ebrei, è abitato da due categorie di esseri: gli angeli e gli esseri umani. Una corte celeste, con Dio Re e un esercito di ministri attorno a Lui, si trova descritta nel Tanakh e gli angeli vengono citati quali servi dell'Altissimo: esistono ordini, classi e schiere a capo delle quali viene distinto un angelo principale.
Il significato: Gli angeli appartengono al mondo della santità rispettivamente ai demoni che riguardano l'aspetto del male.
Creazione degli angeli: Vi è una discussione Halakhica che presenta due opinioni sul giorno della creazione degli angeli, se essa sia avvenuta nel secondo o nel quinto giorno della Creazione: i maestri ebrei affermano come vera la seconda opinione. Molti angeli possono essere creati o essere cancellati; secondo gli insegnamenti dello Zohar le due tipologie di angeli suddette, gli angeli eterni creati nei primi sei giorni della Creazione e quelli non duraturi che possono essere creati e cancellati in un solo giorno, possono essere paragonate ai due tipi di pioggia: il primo caso può essere paragonato alla pioggia piena ed ancora ai fili d'erba maturi, il secondo riguarda metaforicamente la pioggia leggera che concerne i fili d'erba appena creati.
Ordini angelici: Innumerevoli gli angeli con i loro rispettivi nomi, tra i quali i più conosciuti Michele, Gabriele, Raffaele ed Uriel distintamente corrispondenti alle Sefirot Chessed, Ghevurah, Tiferet e Malkhut. Come la Merkavah i serafini, che sono cherubini, appartengono al Mondo di Beri'ah; le sante Chayyot al Mondo di Yetzirah e, ad esse collegati, gli Offanim corrispondono ad Asiyah. Akatriel corrisponde a Beri'ah, Metatron a Yetzirah e Sandalfon ad Asiyah. Esiste un angelo nel mezzo del firmamento sulla cui "fronte" è inciso il nome Israel che proclama: "Benedite Hashem il Benedetto" ed a cui tutte le schiere superne rispondono: "Benedetto Hashem il Benedetto per l'Eternità". Samael è anche l'angelo della morte fuori dalla Terra d'Israele dove invece, per questo, è presente un altro angelo.
Rapporto tra gli angeli e Dio: Anche il versetto gli angeli sono tenuti in vita solamente dallo splendore della Sua presenza (Esodo R. 32. 4): essi ricevono il proprio "cibo celeste" nella rivelazione di Dio nella Shekhinah e, nel momento in cui essa scende per nutrirli, si coprono il volto per non osservare a lungo la sua essenza; si racconta infatti che i due figli di Aronne Nadav ed Abiu morirono per aver osservato a lungo ed in modo troppo profondo l'Essenza di Dio nella rivelazione della Shekhinah. Nei testi dei profeti del Tanakh vengono descritti molti ordini angelici che salgono assieme alla Shekhinah. L'elevazione degli angeli è dovuta al loro timore di Dio. Nelle discussioni dei maestri ebrei risulta che gli angeli non possono ribellarsi alla Volontà divina in quanto direttamente legati ad essa e perché mancanti del libero arbitrio. Si parla di 248 angeli particolari con un legame con la Shekhinah di maggiore rilevanza se messo a confronto con quello degli altri: 248 è il anche il numero dei precetti positivi della Torah rispetto ai 365 precetti negativi, le proibizioni.
Le missioni degli angeli: Il motivo fondamentale dell'angelologia rabbinica non è quello di trovare intermediari tra Dio e il mondo, poiché non vi è bisogno di tali intermediari; essi sono infatti compresi nell'Unità divina inoltre i maestri insegnano che è proibito rivolgersi in preghiera agli angeli. Anche attraverso lodi il vero scopo di essi è la glorificazione di Dio. Quindi il compito primario degli angeli, per gli Ebrei, è quello di onorare Dio, ma anche di portare messaggi agli uomini dotati del grado della profezia, di apportare benedizioni secondo il volere divino o compiere missioni sul piano della Natura e degli uomini, anche in alcuni episodi o particolari della loro storia; non svolgono, quindi, una funzione di intercessione per gli uomini, ma di presentazione agli uomini della volontà di Dio. Un angelo non può compiere più di una missione nello stesso momento e uno stesso angelo può essere addetto a più missioni e questo benché vi siano caratteristiche precise per ciascuno di essi. Vi sono poi angeli distruttori, angeli misericordiosi, angeli della Giustizia ed angeli della Giustizia e della Misericordia assieme: spesso i primi vengono associati alla Giustizia divina nel rigore severo. Ognuna delle 70 Nazioni esistenti e descritte nel Tanakh possiede un Principe angelico stretto ad essa tranne il popolo d'Israele direttamente stretto e legato a Dio: nel corso della storia può succedere che un principe angelico abbia il dominio invece di un altro e la Nazione corrispondente domini anche sul popolo d'Israele come successe nell'Esilio in Egitto, ma anche questo succede per Volontà divina: nell'era messianica nessuna Nazione può più dominare sul popolo ebraico. Vi sono angeli anche per custodire le nuvole, la pioggia, la sapienza, la conoscenza, l'intelligenza, la saggezza, alcuni sono preposti ai venti, altri alla crescita ed alla maturazione dei frutti e degli alimenti vegetali; un angelo è rivolto alla sessualità; un altro ancora contribuisce all'opera dell'embrione, un altro all'utero per il parto; altri ancora elevano le preghiere rivolte a Dio. 30 angeli accompagnano il sole di giorno e 34 di notte.
Rapporto tra gli angeli e gli uomini: « Chi compie una Mitzvà acquisisce un angelo, chi ne compie due acquisisce due angeli, chi compie più Mitzvot acquisisce mezza schiera di angeli » Molti sono i casi di visione degli stessi ad occhio nudo: l'esegesi ebraica afferma che la cecità del terzo patriarca del popolo d'Israele Giacobbe era dovuta all'intensità della luce degli angeli spesso descritti come composti di acqua e fuoco celesti usando per la sostanza celeste degli angeli anche la metafora di tizzoni ardenti e di fulgori e bagliori. Esistono due livelli di visione degli angeli: il primo e più alto riguarda la visione di essi nella forma assunta di uomini, il secondo permette di intravederne unicamente la luce celeste. Ad esempio di ciò sono Avraham, del primo livello, e Lot che poteva intravederne le fattezze celesti più semplici. Per la manna vi è la metafora della sua produzione tramite il "sudore" dell'ordine angelico delle Chayyot: queste, a capo delle quali sta l'angelo principe della Merkavah Metatron, sono legate alla Shekhinah ad uno dei livelli più alti tra tutti gli angeli. Al passaggio del Mar Rosso tutto Israele poté assistere alla rivelazione della Gloria splendente di Dio con tutti i suoi angeli: « ognuno cantò il canto... e lo spirito santo era nella bocca di ognuno »
(Sefer haZohar): Spesso l'entità dell'anima di alcuni uomini, se degni, può essere superiore a quella degli angeli: gli angeli definirono Mosè Moshè Rabbèinu, espressione ebraica tradotta in Mosè Nostro Maestro. Il profeta Elia, precursore dell'era messianica, secondo i testi biblici ebbe la concessione di essere visitato dal Signore con lo spirito santo anche per aver effettuato il tikkun della completa unità con la Shekhinah e tutti gli angeli, cosa che mantenne per il resto della vita. È scritto inoltre che, come Mosé che poteva essere avvolto dalla Nube celeste, così anche Elia "ascese al Cielo" e poi trasformato nella sua anima in un angelo così compreso in modo eterno assoluto nell'essenza della Shekhinah: sempre lo Zohar spiega infatti che i molti casi di apparizione del profeta Elia a differenti maestri a distanza di secoli dalla sua ascesa sono dovuti alla sua inclusione nell'onnipresenza dell'Eterno. Esistono poi dei veri e propri palazzi superiori o degli abissi dove sostano alcuni angeli ad essi preposti; esistono poi gli Heikaloth, palazzi celesti il cui accesso è permesso al mistico Ebreo solo quando egli sappia fornire le chiavi dei Nomi divini analoghe ad essi. Accanto ad ogni persona stanno due angeli, uno appartenente all'ordine degli angeli della Giustizia divina, o del rigore, e l'altro dalla parte della Misericordia. Secondo un'altra opinione dello Zohar alla sinistra di ogni individuo è presente l'angelo corrispondente all'inclinazione al male mentre a destra l'angelo corrispondente all'inclinazione al bene.
Iperuranio:
L'Iperuranio è un concetto proprio di Platone espresso nel Fedro. Secondo Platone l'Iperuranio è quella zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee. Dunque l'iperuranio è quel mondo oltre la volta celeste che è sempre esistito in cui sono le idee immutabili e perfette, raggiungibile solo dall'intelletto, non tangibile dagli enti terreni e corruttibili. È importante notare che nella visione classica la volta celeste rappresentasse il limite estremo del luogo fisico: la definizione di "oltre la volta celeste", dunque, porta l'iperuranio in una dimensione metafisica, aspaziale ed atemporale e, dunque, puramente spirituale. Le idee stanziate nell'iperuranio sono indispensabili per l'esistenza delle cose. Secondo la concezione platonica, infatti, il rapporto tra le idee dell'iperuranio e le entità terrene possono essere di tre tipi:1) Rapporto di mimesi: secondo questa concezione gli oggetti terreni sono semplici copie delle idee perfette ed immutabili;
2) Rapporto di metessi: in questo caso le cose partecipano all'esistenza delle idee;
3) Rapporto di parusia: le idee sono presenti nelle cose e ne rappresentano l'essenza.
In ogni caso, comunque, si nota come le idee dell'iperuranio siano necessarie all'esistenza delle cose. Di conseguenza si viene a generare una sorta di superiorità tra l'iperuranio e il mondo reale: oltre al maggiore grado di perfezione presente nell'iperuranio, c'è un primato di quest'ultimo sul mondo reale. L'iperuranio, e quindi le idee in esso contenute, rappresenta il modello secondo cui il Demiurgo ha formato il mondo delle cose, la materia. Nella concezione platonica l'anima umana, prima di "cadere" nel corpo, contempla la perfezione delle idee nell'iperuranio. Questa (maggiore o minore) contemplazione delle idee farà dell'individuo un amante della Verità o un bruto. I rapporti tra le idee, e dunque la struttura interna dell'iperuranio, sono determinati dalla legge della dialettica: questo termine ha il duplice significato di distinguere o dividere e raccogliere o unire. La struttura dell'iperuranio è fondamentalmente piramidale: in cima sono presenti le idee più importanti di bellezza, bene e verità, e scendendo lungo questa piramide troviamo idee sempre più legate al mondo sensibile, passando attraverso le idee matematiche (che, pur avendo lo stesso grado di verità delle precedenti, hanno meno importanza). Il "valore" di un'idea all'interno dell'iperuranio è definita dal suo grado di universalità.